| Archeologia |
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Il Lazio, culla delle civiltà etrusca e romana, conserva le vestigia della sua storia disseminate su tutto il territorio, vera miniera per gli appassionati di archeologia.
Nella campagna, tra il folto dei
boschi e in riva al mare emergono solitarie e maestose le tracce di un antico passato
dal fascino unico e irripetibile, capaci di far rivivere l’emozione degli
archeologi che scoprirono per la prima volta questi luoghi.
Nell’Alto Lazio si trovano alcune tra le più
importanti città etrusche quali Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Veio.
Le Necropoli di Cerveteri e le tombe dipinte di
Tarquinia, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, sono famose in tutto
il mondo per la loro unicità e per il contributo che hanno dato alla conoscenza
della civiltà etrusca. Le Necropoli di Cerveteri sono una vera e propria città
dei morti, in cui i sepolcri riproducono l’aspetto delle abitazioni etrusche,
così come i freschi dipinti delle tombe di Tarquinia rivelano la ricchezza e
l’originalità della vita quotidiana di questo popolo.
Il territorio presenta centinaia di siti
archeologici etruschi e romani, in contesti paesaggistici unici.
Tra i più significativi ricordiamo l’antica Vulci,
situata tra Montalto di Castro e Canino, una tra le più importanti città etrusche
del litorale, nel cuore della Maremma laziale. Vulci è soprattutto nota per la
celebre tomba Francois e per le numerose ceramiche greche dipinte rinvenute
nelle sue necropoli. Uno dei monumenti più suggestivi è sicuramente il Ponte
dell’Arcobaleno del I sec. a.C., che domina dall’alto il fiume Fiora nei pressi
del Castello di Badia.
Tra la via Cassia e la via Flaminia vi è poi Veio,
all’interno di un parco naturale di grandissima ricchezza che si insinua nel
cuore di Roma. Importantissimo il Tempio di Portonaccio, uno dei più significativi
monumenti etruschi, in cui fu rinvenuto il celebre Apollo di Veio. Il contesto
naturalistico così suggestivo e la contemporanea vicinanza alla città rendono
questo luogo una vera oasi di pace, ricca di cultura e storia.
Da non dimenticare Ferento, posta tra Viterbo e
Montefiascone. La città raggiunse il suo massimo splendore in epoca romana nel
periodo imperiale e ancora oggi il suo
monumento più rilevante è il grandioso teatro, nel quale vengono inscenati
spettacoli teatrali estivi.
Ricordiamo poi il Lucus Feroniae, un luogo di culto
noto per le sue ricchezze, posto nelle vicinanze di Capena e ancora a Sutri le tombe
romane scavate nel tufo, ammirabili percorrendo la via Cassia, e il suggestivo
Anfiteatro romano.
Infine merita una visita Falerii Novi, nella Valle
del Treja vicino a Civita Castellana, centro importante della cultura falisca, che
conserva ancora l’imponente cinta muraria di epoca romana con nove porte, uno
dei più significativi esempi di cinta fortificata nel Lazio. |
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